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DICEMBRE 2006

18 dicembre 2006 - -
SE UNA NOTTE DI INVERNO UN VIAGGIATORE...
Damiano continua il suo tour in Sudamerica:
In questi giorni sono a "El Bolson", a circa 2 ore a Sud di Bariloche (circa 120km), la prima cittadina dell'Argentina dichiaratasi antinucleare, ai confini della Cordigliera delle Ande. In effetti alla fine degli anni 60 e nei 70 si sono stabiliti qui dei gruppi di hippies che ancora oggi popolano e soprattutto colorano questa località.
Tre volte alla settimana c'è un mercatino dell'artigianato che occupa tutta la piazza principale e i manufatti e le specialità del luogo (birre autoprodotte, marmellate, frutta e dolci vari) sono fantastici. Inoltre da qui partono tanti percorsi da fare in bici e a piedi per raggiungere cime di montagne, laghi o cascate nascoste per cui non ce la faccio proprio ad annoiarmi! L'ostello in cui mi trovo è ubicato su di una polverosa strada (come quasi tutte qui: l'unica asfaltata è quella che conduce a Bariloche proseguendo verso sud, e peraltro è stata asfaltata nel 1997) senza illuminazione ed a fianco di un ruscello, per cui di notte lo spettacolo delle stelle nel cielo è qualcosa di incredibile per il buio più assoluto che c'è e con il rumore dell'acqua che scorre sembra di stare in un luogo incantato.
Chiaramente tutta questa natura intorno e questa libertà più totale stimola i miei pensieri (e i "non-pensieri"). L'altra sera, erano circa le 3 di notte, mi sono trovato a chiedermi: ma la difficoltà "di vivere" sta più nei reali problemi o piuttosto nelle preoccupazioni che uno si crea? Sono di più i problemi "veri" che uno si trova effettivamente ad affrontare o i "viaggi" mentali che tanto spesso ognuno di noi si fa? Il problema nell'affrontare la vita sta più nell'atto pratico o in quello mentale? Si creano (e ci si creano) piu' danni quando si agisce d'istinto o quando si cerca di muovere mille pedine per risolvere dei problemi non ancora concreti, affidandosi solamente alle "capriole" che fa la mente a braccetto con i suoi pensieri? Un atto istintivo è limitato, fine a se stesso per la maggior parte delle volte; non è la razionalità che ha spinto ad agire: e' stata scavalcata dall'atto stesso prima che potesse mettere in atto i suoi schemi. Non c'e' stato il meccanismo "pensiero-azione", ma solo l'azione. Ma quando, in attesa di un evento che non è ancora successo, e neppure si sa se mai accadrà, cominciamo ad elaborare le mille soluzioni, cercando magari sotterfugi ed imbrogli, o anche solo facendoci venire dei gran mal di testa nella speranza di non soffrire in seguito, non stiamo già soffrendo? Non stiamo già togliendoci qualcosa da questa vita? I pensieri, le preoccupazioni non ci stanno già rovinando e adombrando un presente che se vissuto appieno potrebbe gettare le basi di un futuro sereno? Mi sto ancora chiedendo: nella mia vita ho avuto più problemi reali o più preoccupazioni che nella maggior parte delle volte si sono rivelate infondate o che si sono risolte in maniera indolore e senza che io stesso dovessi intervenire?
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Lago Puelo |
Asado a El Bulson |
Paesaggio |

10 dicembre 2006 - -
15 + 5 = 15
Vorrei parlare di un dettaglio "divertente", come potrebbe sembrare per un automobilista comodamente seduto, un pò meno magari per un ciclista che quel dettaglio lo "subisce" sulle sue gambe...
Mi capita ormai da qualche anno di percorrere decine di chilometri durante i miei allenamenti in bicicletta nella provincia Ferrarese e spesso mi capita di far confusione riguardo il mio percorso. Qual è la domanda tipica di chi viaggia, o di chi deve raggiungere una meta? La fatidica: Quanto manca? Già, sicuramente vi sarà capitato di viaggiare, in macchina, in moto, a piedi, in bici, in aereo, in treno... e non vi siete sempre posti questo fondamentale quesito? Bene, l'altro giorno durante uno dei miei allenamenti ho deciso di fare una deviazione sul solito tragitto, e mi sono imbattuto in un cartello che indicava "Ferrara 15". Mi son detto: ok, non sono tanti. Percorro altri circa 5 chilometri e innanzi a me un altro cartello "Ferrara 15". Mi chiedo come sia possibile. L'unica spiegazione che mi viene in mente è che, se considero Ferrara come un punto, ho percorso un segmento racchiuso da due raggi di una circonferenza. Poco plausibile: e se magari si fossero sbagliati? Più avanti all'imbocco della Ferrara-Copparo, leggo "Ferrara 8,5", finalmente una una distanza precisa, sicuramente priva di errore. Avanti ancora in direzione di Ferrara leggo "Ferrara 7" e dopo un metro "Ferrara 9". Che dire, è evidente che costa meno fare due cartelli "Ferrara 15" piuttosto che uno "Ferrara 15" e uno "Ferrara 10". Poi forse ne avanzava uno "Ferrara 9". Mi viene da chiedermi: ma un ciclista tedesco, per dire, con bici cariche di borsoni, che viene ad ammirare il nostro Po, se legge 15 tirerà un sospiro di solievo, ma se andando avanti legge ancora 15... che tirerà?

8 dicembre 2006 - -
MI CASA ES TU CASA
Damiano fa conoscenza delll'ospitalità delle persone in Argentina e Cile, scoprendone il lato migliore: il Cuore.
Che l'Argentina fosse ricca di attrattive dal punto di vista paesaggistico già lo sapevo, e soprattutto che la zona patagonica di Bariloche fosse particolarmente sviluppata è cosa nota, e lo dimostra il fatto che quasi tutte le scuole superiori dell'Argentina portino i loro studenti quaggiù in occasione della gita dell'ultimo anno scolastico, sorbendosi anche 24 o più ore di autobus per arrivare. Da qualche giorno tuttavia sono in Cile e, devo ammetterlo, mi sono innamorato!
Ma non di una bella andina, bensì di questo posto, sicuramente uno dei più "meravigliosamente" fantastici che abbia mai visto. In questo momento mi trovo a Puerto Varas, in una zona anche qui lacustre, ma con una peculiarità: a specchiarsi nelle acque non sono le "solite" montagne, ma due vulcani spenti, le cui cime ancora innevate e le nuvole che a volte li ricoprono e a volte gli stanno attorno a mezza altezza li rende quasi appartenenti ad un pianeta sconosciuto.
E tutt'attorno un verde incredibile, dovuto ai molti mesi di pioggia che subisce questa zona (non ora per fortuna!) e che rende i prati e gli alberi ricchi di mille sfumature e profumi differenti. In realtà sono venuto qui per conoscere Juan Pablo e Alejandra, una coppia di guide locali che mi accompagneraà durante il tour (che inizierà il 17) nella parte cilena. La notte scorsa sono stato ospite a dormire a casa loro (e non c'è stato verso che non fosse così), cosicchè stamattina mi sono svegliato in un contesto "familiare", in una casa tutta in legno, costruita da loro in pochi mesi in mezzo ad un bosco, immersa in una pace e tranquillità di un altro mondo. Ieri sera, invece, siamo andati a cena da un loro amico, Ernesto, che qui in paese ha un negozio di artigianato locale e che affitta pure biciclette, il quale a sua volta sta ospitando a casa sua una coppia di ragazzi francesi (conosciuti tipo 2 giorni fa) che stanno percorrendo per intero il Cile in bici e che ieri sera hanno cucinato per tutti. Il digestivo è stato un simpatico "porrito", che ci siamo fumati in allegria... La gente è meravigliosa, ho incontrato persone veramente DI CUORE, che fanno il possibile non solo per aiutarti, ma proprio per farti sentire a casa tua, e le parole di Alejandra riguardo il fatto che se volessi fermarmi ancora a casa loro nonostante non ci siano per tre giorni, suonavano estremamente vere: "Mi casa es tu casa". Intanto oggi mi sono fatto 75km in bicicletta con Ernesto e i due francesi, su e giù per strade sterrate e polverose, con delle pendenza a volte esagerate, che hanno messo a dura prova i miei "dirigibili". Panorami fantastici, con mucche, pecore e cavalli nei prati, e falchi e qualche condor nei cieli.
Che altro dire? Vado a letto, sono stanco ma alla mattina mi alzo anche solo dopo poche ore di sonno bello arzillo per andare incontro ad una nuova giornata che non so cosa mi riserva... lo trovo fantastico, ed anche quella malinconia che mi stava accompagnando nei giorni scorsi mi sta abbandonando, lasciando il posto ad un sole interiore che mi scalda e mi rende i pensieri puliti e positivi.
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Mucche e vulcano |
Casa di JP e Ale |
Ruta cilena |

4 dicembre 2006 - -
RUTA DEI SETTE LAGHI
Damiano in sella alla sua bici scopre nuovi posti incantevoli dell'Argentina, e lancia un "inquietante" interrogativo finale...
Eccomi di nuovo qui. Sono partito l'altro ieri da Bariloche in bici ed ora mi sto spostando verso il Cile per conoscere il percorso che poi andrò a fare in tour e per incontrare le altre guide che accompagneranno con me i clienti a Chiloè, un'isola cilena sull'oceano Pacifico. Le strade qui sono molto diverse da noi, non solo in Italia ma in Europa in generale: sono nastri d'asfalto lunghissimi fra una città (o cittadina) e l'altra e in mezzo: niente! Da Bariloche a Villa La Angostura ho persorso 80km col vento contro e su strade che vanno su e giù in maniera impressionante, in più con una bici veramente pesante (è una mountain bike di quelle adatte alle situazioni più estreme): insomma, ho fatto veramente fatica.
I paesaggi continuano ad essere spettacolari. Incredibili. C'è un percorso, qui, chiamato Ruta dei Sette Laghi, che si snoda su stradine sterrate in mezzo a boschi e che unisce appunto i 7 Laghi di questa regione tra di loro fra le città di Villa La Angostura e San Martin de los Andes. E' bellissimo (e molto difficoltoso anche...) da fare in bicicletta o anche a piedi. Sono 120 km che in bici si fanno grosso modo in 2 giorni e ci si può fermare nei campeggi che ci sono in mezzo. Peccato che non abbia portato la mia tenda... Però mi piacerebbe farlo e qualche cosa voglio inventare per percorrerlo tutto. Ieri ne ho fatto solo un pezzo (60 km fra andata e ritorno) ed è stato meraviglioso. Ci sono degli squarci meravigliosi, delle discese fino alle rive dei laghi e dei punti panoramici fantasmagorici! Unico neo: non avere qualcuno con cui condividere tanta bellezza e magnificenza!!! Sopravviverò?

>>> Novembre 2006
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